sabato 31 marzo 2007

L'avvento della TV digitale

A proposito di censura, mi è stato segnalato un sito che riporta anticipazioni preoccupanti per quelli che guardano la televisione. Cioè quasi tutti, almeno nei paesi civilizzati, che gli altri hanno altre rogne da grattarsi, poveretti.

Già sapete, immagino, che presto o tardi dovrete buttare via l'antenna terrestre. Dal 2009, infatti, per legge in Italia si potrà trasmettere solo per via digitale: satellite, cavo, digitale terrestre, apparecchi mobili o altre diavolerie che inventeranno.

Ma il bello (o il brutto) è che il Grande Fratello (non quello squallido del reality, ma quello preconizzato da Orwell nel 1948, e che esiste eccome) si sta già attrezzando per renderci la vita difficile con un marchingegno tecnologico chiamato DVB Project. Come? E' troppo lungo da spiegare, fate prima a cliccare sull'indirizzo: http://www.partito-pirata.it/?q=node/75.

Nella migliore delle ipotesi guarderemo la televisione se, come e quando diranno loro, e con tutti i limiti imposti da loro. Nella peggiore il Grande Fratello avrà avuto definitivamente partita vinta.

giovedì 22 marzo 2007

Il caso Imprimatur

La volta scorsa parlavo di censura e di libri proibiti. Non c'è più l'Index Librorum Prohibitorum, per fortuna, ma ci sono tanti modi per impedire la diffusione di un libro senza ricorrere al rogo.

L'esempio più recente, almeno quello di cui sono informato, riguarda un libro che si chiama Imprimatur, scritto a quattro mani da Rita Monaldi e Francesco Sorti (per la cronaca moglie e marito). Pubblicato nel marzo del 2002 dalla più grossa casa editrice italiana (Mondadori), il libro si attesta ben presto fra quelli più venduti in Italia. A tal punto che dopo un mese ne esce una seconda ristampa e poi addirittura una terza.

In seguito le cose si complicano. Mentre le librerie, ancora subissate di richieste, rimangono a secco, il libro scompare dalla circolazione e viene depennato dai cataloghi dell'editore. Contemporaneamente viene anche tradotto e pubblicato in venti lingue e 45 paesi diversi, sempre con grande successo.

Si arriva così al paradosso che un'opera scritta da italiani è fruibile in tutto il mondo meno che in Italia. Ma c'è di più. Un editore olandese si è offerto di pubblicarne 1000 copie in italiano, che però non vengono vendute nelle librerie del nostro paese, ma solamente on-line, nelle librerie italiane all’estero e in quelle straniere in Italia.

Ma di che parlerà mai questo libro? E' in sostanza un romanzo storico (il primo di una serie di sette, peraltro), nel quale però si pestano i piedi al Vaticano...

Io non l'ho ancora letto (ma ne sto aspettando una copia dall'autore, che ho avuto la fortuna di conoscere telefonicamente), e dunque non sono in grado di esprimere un giudizio. Ma la storia non mi piace. Un po' come successe con Il Codice Da Vinci si è cercato di impedire la libera scelta dei lettori con un'operazione a dir poco subdola. Tra l'altro, un editore che pubblica un libro e poi lo ripudia così clamorosamente ha come minimo qualche problema di coerenza.
Vi ho solo accennato la vicenda per sommi capi. Se siete interessati a saperne di più c'è un bel sito Internet che vi svelerà tutto il mistero ( http://www.attomelani.net/).

E la prossima volta un'altra storia illuminante sul futuro televisivo che ci aspetta.

mercoledì 14 marzo 2007

Le coppie di fatto

Ma, DI.CO. io, possibile che si debba fare tutto questo cancan sul tema delle coppie di fatto? Da giorni, settimane, forse mesi, non si parla d'altro. Fiumi di inchiostro, trasmissioni televisive e radiofoniche, le alte sfere del Vaticano impegnatissime a fare barricate per bloccare la legge, con interventi al limite dell'intimidazione.

Sarò ingenuo, ma non mi sembra che sia poi un argomento di primaria importanza. Diciamocelo francamente: alle coppie eterosessuali non credo che interessi più di tanto. Hanno sempre a disposizione il matrimonio civile per regolare le loro faccende, possono rivolgersi a un notaio, insomma niente che gli cambi veramente la vita. Qual è il nodo, allora? E' che i benpensanti, senza dirlo, pensano però che in sostanza si vogliano legalizzare le unioni omosessuali. E allora fuoco e fulmini. E visto che ci siamo, diamo anche una raddrizzata all'anarchia predominante nelle nostre chiese, buttiamo a mare le innovazioni volute dal quel sovversivo di Giovanni XXIII e ripristiniamo la messa in latino. Che così (il latino) esce dalla finestra delle scuole e rientra dalla porta delle chiese. Così facciamo contenti anche i puristi.

E ancora, via la musica non ortodossa dalla chiesa. Che sono quelle chitarre, quegli strumenti etnici, quel fracasso irriverente? Una bella operazione di retroguardia, non c'è che dire.

E dunque: omosessuali nel ghetto, matrimonio solo quello che dicono loro, famiglia solo quella che dicono loro, bacchettate ai politici di estrazione cattolica. Non vorrei davvero essere un cattolico praticante, avrei dei grossi problemi di identità. Come deve averli, del resto, il buon Prodi, ma almeno lui lo pagano bene anche per questo genere di rogne.

Ci manca solo che venga ripristinato l'indice dei libri proibiti. Che formalmente è stato abolito, ma attenzione, una forma di censura esiste ancora. Un giorno, forse, vi racconterò una storia illuminante al riguardo.

mercoledì 7 marzo 2007

Il mistero della donna

Non ho mai capito niente delle donne. Mi sono sempre limitato a guardarle, ho nutrito per loro una reverente ammirazione, ma senza mai veramente giungere al mistero del femminino, e questo spiega i miei frequenti fallimenti sentimentali.

E' forse per questo che non ho mai dato eccesiva considerazione alla festa della donna. Perché è proprio in quel giorno che le donne offrono il peggio di sé, concedendosi al vuoto rituale dell'omaggio e della beatificazione, partecipando (loro per prime poco convinte, forse) alle illusorie evasioni fatte di mimose, innocenti scappatelle in pizzeria e squallidi spogliarelli maschili. Che poi, a ben vedere, sono proprio le armi con cui gli uomini riaffermano il proprio status di maschi dominatori anche in questo giorno fin troppo santificato dai media e dai lupi del consumo di massa.
Perciò domani non festeggerò le donne. Continuerò a guardarle, a subire il loro fascino, a stupirmi della loro intrigante natura e a illudermi di riuscire prima o poi svelare il loro segreto.

giovedì 1 marzo 2007

L'ennesima crisi di governo

Avevo quasi voglia di parlare della crisi di governo, ma mi è venuta una crisi di rigetto. Ne ho visti troppi, di questi teatrini, per credere ancora alla buona fede dei nostri uomini politici. Ne ho visti troppi di voltafaccia, sgambetti, conversioni sulla via di Damasco, per sperare che i nostri parlamentari possano mai diventare ciò che in teoria dovrebbero essere: rappresentanti dei nostri interessi. Come dice Beppe Grillo, nostri dipendenti.

E così non parlo. Propongo un minuto simbolico di silenzio per ricordare la democrazia, quella vera, che non è più.