C'è una donna, negli Stati Uniti d'America, che si ricorda nei dettagli ogni giorno della sua vita a partire dall'età di otto anni. Se uno le chiede: che hai fatto il giorno 2 maggio 1989?, lei ti risponde per filo e per segno, e ti dice pure che tempo faceva quel giorno. Naturalmente è impossibile verificare che dica il vero quanto a ciò che faceva, ma è stato accertato che per quanto riguarda gli aspetti meteorologici ci azzecca sempre.
Io non mi ricordo nemmeno quello
che ho mangiato ieri a pranzo.
La memoria è una cosa strana.
Tanti anni fa ho conosciuto un tizio (un inglese) il quale affermava di
ricordare la sua nascita, o meglio le sensazioni provate nel momento in
cui è venuto al mondo. Diceva che si trovava a suo agio, caldo e protetto
dentro l'utero, e che poi si è sentito proiettare verso l'esterno, e non aveva
nessuna voglia di uscire, e poi ha sentito freddo e ha visto tanta luce.
Non credo che mentisse. Era una persona seria, e non ci guadagnava nulla da una
menzogna.
Anch'io ho dei ricordi molto antichi, frammenti isolati ma piuttosto nitidi di
quando avevo pochi anni. Mi rivedo ancora in una casa di Viale del Vignola dove
i miei si stavano trasferendo, c'erano i muratori che stavano mettendo le
mattonelle e per terra era pieno di segatura. Io giocavo con una spazzola che
per me era un'automobile e tracciavo strade in mezzo alla segatura. Avrò avuto
quattro o cinque anni.
Ce ne sono altri, ma ve li
risparmio. Il punto è, però, che delle capacità intellettive che possediamo ne
sfruttiamo solo una minima parte; per lo più rimangono latenti nel cervello,
che immagazzina comunque tutti i dati ma che spesso non è in grado di
restituirceli. Anzi, siamo noi che non sappiamo andarli a recuperare. Mio padre
leggeva un libro saltando da una parola all'altra: in pratica individuava le
parole significative e saltava quelle superflue. Non so come facesse, ma così
riusciva a finire un libro in un tempo assai più breve di quanto, per esempio,
non faccia io, che anzi, spesso devo tornare su quanto ho già letto perché non
mi ricordo più niente.
A proposito di memoria il mio
amico Philip K. Dick scrisse un racconto nel quale si ipotizzava che fosse
possibile impiantare dei ricordi nel cervello di un uomo, il quale poteva
ricordare nei minimi particolari cose che non aveva mai fatto: un'avventura
spaziale, un bel viaggio, un'esperienza amorosa e via dicendo. Ne hanno tratto
un film fracassone, Total Recall - Atto di forza, con Arnold Schwarzenegger e
una Sharon Stone alle prime armi.
Sarebbe bello farsi impiantare
ricordi, solo quelli belli, però. E magari farsi cancellare quelli brutti.
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